Home

Bibliografia

Mostre

Stampa il catalogo

 

Contatta l'artista

 

 

Opere a tutto tondo

Bassorilievi

Disegni e progetti

... è assolutamente essenziale, Colaiuda parla con la figura ma il suo intento non è diretto ad una rappresentazione realistica delle cose; egli altera la realtà, sul piano strettamente formale, quanto basta per rendere la sintesi delle cose e non già le cose stesse: sceglie un tema e lo rappresenta con pochi, essenziali, significativi gesti che sintetizzano appunto, il senso del tema prescelto. Scultore silenzioso quindi, che sa dire moltissimo con poco, si impone alla nostra attenzione senza fare chiasso, nel generale rumore, nella confusione della realtà artistica contemporanea attrae il nostro interesse per la chiarezza delle sue idee e per la bravura nel rappresentarle. In Frustrazione abbiamo un tipico esempio della capacità di Colaiuda di ridurre un problema così ampio in un atteggiamento fisico che lo rappresenta efficacemente. Cos'è la frustrazione? È il rammarico per 1' incapacità del mondo estemo a comprendere il nostro valore, per il mancato riconoscimento dei nostri meriti o, talvolta, è il rammarico per la nostra stessa impossibilità a dare il massimo o a raggiungere un risultato che sapevamo possibile. Colaiuda ha rappresentato tutto ciò, con una figura femminile accasciata su se stessa con le braccia tra le gambe e i lunghi capelli che le coprono il volto arrivando fino a terra. Le braccia sono l’elemento più emblematico delle nostre capacità attive, sono gli arti che utilizziamo per compiere un'azione o per dare forma ai pensieri che esprimiamo parlando; rappresentandole cadenti tra le gambe l'autore ha dato la misura dell'assenza di tutto ciò, della mancanza di entusiasmo nel fare o nel dire, della mancanza di entusiasmo nell'esistere. Ha scelto una visione che potremmo dire tradizionale nel rappresentare la frustrazione come figura femminile: oltre al problema strettamente alfabetico, legato al genere della parola, questa scelta comporta una visione generale dell' ordine delle cose, nel quale l'uomo è il simbolo dell'attivismo e del dinamismo, mentre la donna è ferma, attende l'attimo di stasi dell'uomo. Visione certamente non più attuale, che potrebbe suscitare l'ira di alcuni, ma che ci ricorda la maggiore attitudine di chi è inattivo alla frustrazione. Bisogna specificare che non è l'inattività in se stessa a procurare frustrazione, ma può esserlo l' inattività obbligata, o lo svolgimento di un' attività che non ci appassiona. I lunghi capelli poi, nascondendo il volto della donna, indicano la perdita della propria identità che viene compressa, sacrificata, nascosta per l’ appunto.

In Lupa capitolina ancora l' essenzialità di Colaiuda: è una lupa mamma che quindi, come ogni ideale di mamma, esprime protezione; e la protezione è qui rappresentata dalla posa in cui è scolpita la lupa che racchiude letteralmente i gemelli, "difendendoli" dal mondo esterno. L'alto livello qualitativo di Fausto Colaiuda risiede dunque nella sua capa­cità di sintesi formale, nell' essenzialità e nell'assoluta originalità ideativa delle sue sculture silenziose e parlanti.

Andrea Cilento

(1995)